Vincenzo non ha dubbi: quello dall’altra parte della strada non è un carcere. Anche se chi entra non può uscire a proprio piacimento, il centro di permanenza temporanea di Gradisca d’Isonzo, secondo lui, è come un hotel.
"Te lo dico io – continua il pizzaiolo della Rusticana -, credimi: quelli lì dentro fanno una bella vita. Ne ho di clienti che lavorano al Cpt e tutti dicono la stessa cosa".
Con gli arrivi di massa di questa settimana le cose forse sono cambiate un po’. Dalle sessanta, settanta persone si è passati alle duecento. Uno più, uno meno.
La cooperativa che gestisce i servizi all’interno dell’ex caserma Polonio ha bisogno di nuovi operatori e, dopo gli ingressi dei disperati di Lampedusa, le maglie dei controlli della prefettura di Gorizia sul personale sono più larghe. È il momento giusto per entrare a fare un giro e verificare di persona se il Cpt è Inferno o è Paradiso.
Consegno il mio curriculum a Minerva e attendo.