albergo Cpt

un viaggio nel centro di permanenza temporanea di Gradisca d'Isonzo
lunedì, 05 novembre 2007

Vita da cronista

Alle volte mi sento "Paolo Brosio". Quando la giornata sembra ormai finita e arriva La Telefonata di qualcuno che ti avvisa che attorno al Cpta è un continuo via vai di macchine della polizia e dei carabinieri, ti ritrovi a dover ricominciare tutto da capo. Metti le scarpe e la giacca, prendi una penna e un foglio di carta, infili le chiavi nel cruscotto e parti telefonando a tua volta a qualcuno. Avvisi il giornale che qualcosa sta succedendo, ma che non sai ancora esattamente cosa stiano combinando gli immigrati dentro. Scappano? Sono solo sul tetto? Stanno dando fuoco a qualcosa? Non lo sai e poco cambia quando pochi minuti più tardi ti ritrovi di fronte al muro di cemento di via Udine. Quando il portone si apre provi a buttare dentro l'occhio, ma raramente riesci a cogliere qualcosa. Stai fuori e aspetti. Cosa aspetti non lo sai nemmeno tu. fuori da via Udie

Di solito il primo contatto umano è con gli agenti di un'autopattuglia in servizio esterno. Il rituale è sempre lo stesso: la macchina passa lentamente e i due poliziotti o carabinieri ti guardano. Tu stai lì in piedi con le mani in tasca e le spalle strette sul collo e li segui con gli occhi. Ti scappa un mezzo sorriso che soffochi a malapena. La macchina inverte la marcia e gli agenti scendono:

"Lei cosa fa qui?", è la domanda indiretta.

"Lei chi è?" è qualla diretta.

Il prologo è questo, tu gli rispondi che sei del giornale, dai un documento e già che ci sei chiedi se sanno qualcosa. La domanda è retorica perché la risposta è sempre uguale:

"Noi non sappiamo niente, abbiamo solo l'ordine di controllare la zona", spiegano con modi solitamente gentili. Appurato che non sei di fronte al cancello per imbarcare un clandestino in fuga, l'atmosfera diventa meno tesa. C'è chi rimane sempre e comunque formale, chi si lascia un po' andare, ma nel complesso si finisce col lametarsi da ambo le parti dello stress legato al lavoro. Non cavi un ragno dal buco, ma almeno non sei da solo come un cane ad aspettare che qualcosa accada, che qualcuno esca con qualche labile frammento di notizia.

Quando la pattuglia riprende il suo giro, tu ti ritrovi da solo con il telefono. Alle volte sei in compagnia di un collega. Tra te e lui c'è un misto di complicità e di competizione. Ci si marca a vicenda.

A pochi passi da te, le macchine sfrecciano via nel buio della notte. Se ti va bene, qualcuno degli ospiti in rivolta passa sul tetto che guarda sulla strada, ma non succede mai. Chiami il giornale per aggiornare la redazione sul via vai, poi la redazione chiama te per sapere se ci sono novità. E' un continuo aggiornarsi che spesso equivale a niente. Ti arrampichi su uno specchio fino a quando lo specchio non cade e si frantuma in mille pezzi. Quando guardando i frammenti trovi il riflesso giusto allora devi capire dove collocarlo. Prima che questo accada, però, ci vuole un po' di tempo. Magari prima ti sei fatto un giro in macchina intorno al perimetro: per vedere se dal retro si vede qualcosa.

A volte è frustrante, altre è elettrizzante. Quasi sempre è lungo e interminabile. Per lomeno è più del tempo che saresti disposto a perdere per riscrivere un articolo che avevi già battuto e che, a questo punto, verrà cestinato.

Nei momenti di attesa di fronte al Cpt mi viene spesso in mente Paolo Brosio nell'era Tangentopoli quando, di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano, a ogni collegamento, rischiava d'essere investito da un tram. Evidentemente è questa la vita di starda del cronista. Prendere o lasciare.

postato da: stefanobizzi alle ore 21:32 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:

Commenti
#1    08 Novembre 2007 - 01:53
 
insomma, dritto dritto verso il premio pulitzer...
utente anonimo

#2    08 Novembre 2007 - 21:09
 
...direi piuttosto verso quello pulizie
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente stefanobizzi

Commenti

Chi sono

Utente: stefanobizzi
Nome: Stefano Bizzi
Giornalista, vive in provincia di Gorizia.

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte