albergo Cpt

un viaggio nel centro di permanenza temporanea di Gradisca d'Isonzo
mercoledì, 28 novembre 2007

C'era una volta...

Navigando mi sono imbattuto in un mio articolo del 6 giugno 2006.  Non è per vanità o autocelebrazione, ma ve lo propongo con un copia incolla - e senza nessun ritocco - perché a me ha fatto venire in mente cose poi successe davvero.

Il sottosegretario agli Interni Ettore Rosato: «Sono strutture al servizio dell’intero Paese»
Il presidente della Provincia Gherghetta: «Illusorio pensare che possano essere ospitate persone intercettate soltanto nella nostra regione»
GRADISCA - Gli sbarchi in massa di nuovi clandestini, la rivolta di venerdì nel centro di permanenza temporanea di Torino e le ondate d’immigrati previste per l’estate riportano in primo piano il Cpt di Gradisca. L’impegno preso dall’ex ministro degli Interni Pisanu di destinare ad ogni struttura soltanto i clandestini rintracciati all’interno della regione in cui si trovano sembra ormai utopia. Di fronte all’emergenza e, soprattutto, di fronte a un centro che funziona a mezzo servizio, Gradisca sembra destinata a diventare «rifugio» per chi rimarrebbe «fuori» dalle strutture, ormai al completo, sparse su tutto il territorio nazionale.
«Non posso escludere che a Gradisca arrivino clandestini da fuori regione - spiega il sottosegretario agli Interni Ettore Rosato -. La riorganizzazione dei Cpt è un elemento che va ancora perfezionato. Nel programma dell’Unione si parla del loro superamento, ma sono strutture al servizio dell’intero Paese. La soluzione non è spostare i clandestini da una struttura all’altra, bisogna piuttosto lavorare per rendere meno lunga la permanenza al loro interno».
Anche per il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta la questione realtiva agli extracomunitari fermati fuori regione è secondaria rispetto al problema realtivo all’immigrazione tout-court. «Non ha senso dire accogliamo nel Cpt di Gradisca solo i clandestini fermati nel Friuli Venezia Giulia - commenta Gherghetta -. Si trattava di un discorso illusorio prima dell’apertura, si tratta di discorso illusorio oggi: è politica da paese. Il punto è che ad essere sbagliato è il concetto stesso di centro di permanenza temporanea».
La posizione di Gherghetta è chiara. Anche per lui il sistema dei Cpt va rivisto: «I centri di permanenza temporanea sono carceri figli dell’immigrazione d’emergenza. Il trattato di Schengen parte dall’idea che noi siamo i ricchi e gli altri sono i poveri, ma da quando è stato siglato, sono arrivati Paesi come la Cina e l’India, realtà con tassi di crescita impressionanti. Come ha detto il sindaco di Torino Chiamparino vanno smantellati e devono diventare degli uffici dell’integrazione. Da noi l’ufficio immigrazione e il carcere hanno bisogno di nuovi spazi, la mia idea è che potrebbero trovare sede a Gradisca».
Stefano Bizzi
postato da: stefanobizzi alle ore 20:58 | link | commenti | commenti
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Nome: Stefano Bizzi
Giornalista, vive in provincia di Gorizia.

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